IL FIORE DEL MIO GENET
Spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima.
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“Il fiore del mio Genet” è un ricordo, un omaggio, una riflessione sulla poetica estremamente poetica, un ingaggio delle anime perdute, del mondo melmoso e puro di Jean Genet. Due attori si muovono nelle dimensioni della sacralità e del ladrocinio, della mendicità e della santificazione. Due figure iconoclastiche, ora regali uccelli conquistatori, ora marinai che raccontano, ora feroci assassini, ora venditori di corpi. Stare con Genet, significa stare dalla parte di chi non è stato ascoltato, di chi ha avuto la maledizione di un destino duro fin dalla nascita, perduto da un “passaggio” ad un altro, da un genitore ad un altro… Perduto, sì, in una eco infinita di pensieri che nessuno vuole condividere.    

 

Dal non – luogo il poeta è passato e ha lasciato una traccia: due ladri. Due che, come lui, hanno imparato a vendere sé stessi e a rubare, a pregare e a uccidere, a fuggire e a restare.  Il poeta è stato troppo poco tempo, forse, con loro, è stato graziato ed è andato via. Hanno imparato il verso della poesia, hanno imparato a dirle, le poesie.  Non aspettano il suo ritorno, sanno che non tornerà, sanno che dovranno cercarlo anche loro, lasciando quella piccola casa colma di ricordi indigesti, dimenticando il loro patto e la loro reciproca assenza.

IL FIORE DEL MIO GENET - Spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima

Drammaturgia: Andrea Cramarossa

Attori in scena: Federico Gobbi e Domenico Piscopo

Costumi e sartoria: Silvia Cramarossa

Maschere: Luigia Bressan

Allestimento e regia: Andrea Cramarossa

Produzione: Teatro delle Bambole

col sostegno di CEA Masseria Carrara, Collinarea Festival, LUCCICA – Festival delle Arti e Comune di Bari – Assessorato alle Culture, Turismo, Partecipazione e Attuazione del Programma.
Progetto di ricerca: “LA LINGUA DEGLI INSETTI – Cofanetto 6: Farfalle”.
 
  

 

Recensioni:
Dalla parte degli ultimi
Nicola Delnero, paper street

Il fiore del mio Genet
Emilio Nigro, HYSTRIO.

Scandaloso Genet: il Teatro delle Bambole omaggia un autore scomodo
Paolo Crespi, Milano Weekend.

Il fiore del mio Genet
Chiara Palumbo, Modulazioni Temporali.

la tormentata convivenza tra il bene e il male.

Dino Cassone.

Genet, santo subito.

Italo Interesse, Quotidiano di Bari.

 

Il Fiore del mio Genet.

Emilia Brescia, Puglia Eccellente.

 "Il Fiore del mio Genet” e le grandi emozioni dell'anima.

Maria Caravella, La Gazzetta Meridionale.



Foto di Maria Panza
Foto di Maria Panza

FALSE HAMLET // Opera teatrale in Fa maggiore

Liberamente ispirata a “Amleto” di William Shakespeare

 

“False Hamlet”, come destreggiarsi nella finzione, come percepire la realtà. Forse. L’imperatore del dubbio vive la sua perenne incertezza dell’esistere, frastornato dalle richieste dell’essere. Amleto ed Ofelia si ritrovano faccia a faccia in una stanza, una zona franca, dove si dicono tutto quello che pensano l’uno dell’altra. Una sorta di “sfogo”, un continuo recriminare ma anche il monologo d’un fiume in piena dell’uno e dell’altra persona, cercando sotto i tappeti, la fine del loro amore.

Il linguaggio utilizzato è quello che si basa su una narrazione che intervalla lunghi monologhi a sofferti dialoghi; i due personaggi, Amleto ed Ofelia, si destreggiano in un terreno sirtico di difficile navigazione, passando attraverso le indicibili sofferenze della confessione. Il testo è originale ed è ispirato a “Amleto” di Shakespeare, Atto III, Scena I; alcuni frammenti del testo originario, faranno da contraltare alla spudorata finzione della realtà, fino a non comprendere più dove sia il testo del bardo e la sua rappresentazione e dove la finzione vera e propria, in una traduzione che più della parola riguarda l’anima. Nella drammaturgia, verranno proposti passaggi in lingua inglese e in lingua francese; tale scelta deriva dall’esigenza del viaggio e dello spostamento semantico della falsità proposta. Nella messa in scena, si alterneranno video che verranno proiettati coi due protagonisti atti a decifrare scene di vita quotidiana e dove i personaggi saranno spettatori degli attori in scena.

La scelta delle luci ricadrà sulle solite allegorie luminose dei chiaroscuri tipiche della Ricerca del Teatro delle Bambole.


Presentato nel mese dedicato a Shakespeare del  Comune di Bari in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

FALSE HAMLET
Con: Isabella Careccia e Federico Gobbi
Costumi: Silvia Cramarossa - Foto di scena: Maria Panza
Plancia di ripresa: Zerottanta Produzioni - Sguardo tecnico: Nicola Santamato
Drammaturgia e regia: Andrea Cramarossa

Rassegna stampa:
"Amleto e Ofelia, niente è finito".
Italo Interesse // Quotidiano di Bari



Foto di Rossana Rubino
Foto di Rossana Rubino

MEDEA – Sintesi per quattro respiri

 

Liberamente ispirato a “Medea” di Euripide.

Medea, mito perenne ed eterno, indigesto alla sua contemporaneità, resta folle e isolato nell’incalzare del tempo.

Medea, nel suo Primo Respiro (“Medea – Quel lungo respiro sul lago”) ha vissuto una Residenza in occasione del Festival Cosmonauti a Settembre 2015.

Trailer dell’esperienza: https://youtu.be/tfKsI7rgvok


Prima apertura al pubblico: 4 Giugno 2016 - Supercinema di Tuscania (VT), residenza “Progetti per la Scena”, a cura di Vera Stasi, con interventi di Andrea Porcheddu e Silvana Barbarini.

 

MEDEA – Sintesi per quattro respiri
Con: Isabella Careccia, Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico Piscopo e Tita Tummillo
Costumi: Silvia Cramarossa - Durata: 60’
Allestimento, ricerca sonora e regia: Andrea Cramarossa

 

Rassegna stampa:

La “Medea” di Andrea Cramarossa: un’ipergeometria delle relazioni.

Fabiana Mercadante // Incroci - semestrale di letteratura



SE CADERE IMPRIGIONARE AMO

“Se Cadere Imprigionare Amo” è stato presentato in anteprima assoluta all’ultimo Festival Fabbrica Europa, nel progetto “Era delle Cadute” presso il Teatro Era di Pontedera (PI). Nel mese di Giugno 2014 e dal 14 al 17 Aprile 2015 il processo creativo dello Spettacolo si è arricchito ulteriormente per le residenza presso il Teatro comunale Lari (PI) all’interno della programmazione della Rassegna “RossoScena”.

Lo Spettacolo parla dell’amore, dei sentimenti, delle relazioni sociali e dei meccanismi e delle dinamiche che ci tengono “legati”, per nostra volontà o contro il nostro volere. Dall’incesto alla pedofilia, dall'innamoramento alla schiavitù, dall’antropofagia alla solitudine, ciascun personaggio vive la propria realtà portando con sé un segreto che solo il pubblico potrà svelare.

Il gruppo di ricerca teatrale Teatro delle Bambole è all’opera per dare dignità a questo progetto che ha avuto una gestazione di due anni. Nella gratitudine della bellezza.

È in fase di elaborazione una raccolta di tutto il processo creativo.

 

Prima apertura: Pontedera (PI), Giugno 2014 – Teatro Era

Seconda apertura: Roma, 21 Maggio 2015 – Teatro dell’Orologio
Debutto: Bari, 27 Febbraio 2016 – Teatro Duse

 

Lo Spettacolo nella stagione 2015/2016 ha poi avuto repliche a Bari (Teatro Duse), Lari (Teatro Comunale), Torino (Teatro CAP10100) e Milano (Teatro Spazio Tertulliano).
A Novembre lo Spettacolo è stato accolto al Love Sharing, Festival di Teatro non violento di Cagliari.

 

SE CADERE IMPRIGIONARE AMO
Canto della scrittura: Andrea Cramarossa
Canto attoriale: Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico Piscopo
Canto delle luci e della musica: Vincenzo Ardito
Canto dei costumi e della sartoria: Silvia Cramarossa
Canto delle meccaniche di palcoscenico: Francesco Martone

Genere: Surreale – teatro danza – teatro di ricerca / Durata: 70’ circa
Canto della regia // Amore nell’allestimento: Andrea Cramarossa 

 

Rassegna stampa:

Uomini, insetti e degradazione
Michele Di Donato // Il Pickwick

Teatro delle Bambole: che scoperta!

Michele Pascarella // Gagarin Magazine

 

L’orrore quotidiano e la civiltà del malessere

Antonio Grieco // Napoli Monitor

 

Se cadere imprigionare amo: la lingua degli insetti e la famiglia.

Francesco Bove // L'Armadillo Furioso

 

Teatro delle Bambole: la poetica della resistenza

Emilio Nigro // Ruorscena

 

Se Cadere Imprigionare Amo

Angela Villa // Dramma.it



© Teatro delle Bambole
© Teatro delle Bambole

Terzo Studio sul Silenzio
LA NEVE CADE SU TUTTE LE ROSE

Soliloquio sull’autismo

Francesco, il protagonista, è un ragazzo di 20 anni, gravemente affetto da autismo. Egli è solo, silenzioso, nella sua stanza, nella gabbia. Veste i panni di personaggi della fantasia, attraverso i quali comunica le sue emozioni. Ebbene, sì! Francesco ha deciso di utilizzare il travestimento e il teatro per trasmettere al mondo altro dal suo, ciò che prova e ciò che pensa su determinati argomenti.

Soliloquio, e altro non poteva essere, dato che si parla a sé stessi in immagini e colori rarefatti. La narrazione, poetica, astratta, non difficile eppure estraniante, si forma attraverso tre quadri.

 

 

Col sostegno di CEA WWF Masseria Carrara, Cooperativa sociale PER.L.A., Université Grenoble Alpes (Service Culturel), Accademia Avanzi (Utrecht).

 

Debutto: Febbraio 2015 presso Buurtcentrum Sterrenzicht di Utrecht (Olanda)

 

Lo Spettacolo nella stagione 2015/2016 ha poi avuto repliche a Utrecht (Buurtcentrum De Leeuw), Grenoble (Amphidice - Université Grenoble Alpes), Trani (Spazio ON e Festival IL GIULLARE) e Tivoli (Teatro Comunale).


LA NEVE CADE SU TUTTE LE ROSE
Di e con: Andrea Cramarossa / Regia: Andrea Cramarossa / Aiuto regia: Federico Gobbi 
Costumi e scene: Silvia Cramarossa / Tecnico audio luci: Vicenzo Ardito
Durata: 60' circa.



TRAVOLTA DA UNO TSUNAMI

Spettacolo che tratta il tema del tumore al seno dalla diagnosi alla guarigione. Tratto dall'omonimo romanzo di Patrizia Rossini, edito da Adda.

La struttura è quella della Tragedia Greca. Una voce si sposta dal canto già confuso del Coro, per farsi strada dentro un canto più profondo, più buio, una voce che talvolta strilla negli abissi del proprio essere. La diagnosi di una malattia terribile, il tumore al seno e da lì, la lotta, confusa, traballante, sconcertante, per poter restare in piedi, per poter essere ancora su questa terra, assieme a tutto il mondo che esiste. La storia è spezzata in due grandi parti. La prima è fuori dal sé, è nella realtà, è un raccontare e un raccontarsi come sono andate le cose, ciò che è successo e ciò che ancora dovrà succedere. Poi, il sipario, si apre. Il Corifeo è nella irrealtà dell’operazione chirurgica: sta sognando. Nel sogno indotto dall’anestesia, tutto freme, in un continuo turbinio di immagini presenti e future e il risveglio si frammenta in piccole parti, illudendoci che il racconto presente sia ciò che sta accadendo, ma è solo la visione distorta di ciò contro cui il Corifeo dovrà fare i conti. Perché tutta questa sofferenza? Non c’è una risposta, non ci è dato di sapere… è una tragedia e come tale va affrontata, con quella luce fissa nel cuore, una luce che soltanto gli eroi hanno la forza di stringere nella propria mano e farne coraggio, battaglia, vittoria.

 

Debutto: 3 aprile 2014, Nuovo Teatro Abeliano di Bari

 

Cura della drammaturgia: Andrea Cramarossa e Patrizia Rossini.
Con Caterina Firinu e con Stella Addario, Isabella Careccia, Patrizia Labianca, Antonella Ruggiero. Muische dal vivo composte ed eseguite da Marco Malasomma. Voce cantata di Chiara Liuzzi. Performing coach Donatella Tummillo.
Regia di Andrea Cramarossa.



Foto: Andrea Casini
Foto: Andrea Casini

KAFKA NEL REGNO DEI CIELI

Lo spettacolo è un monologo di narrazione surreale, dove la vita e la biografia di Kafka si sposano e si mescolano ai suoi stessi racconti.
È diviso in tre parti; ognuna è la rappresentazione prima del padre, poi della madre  e infine dello spirito santo.

I personaggi monologanti sono rappresentati sottoforma di animali antropomorfizzati: un uomo con testa di mostro per la prima parte; un uomo con la testa di maiale per la seconda parte; una donna con la testa di maiale per l’ultima parte.
Per sottolineare l’animo cupo e l’aggettivazione alla quale lo stesso nome “Kafka” è stato d’ispirazione (“kafkiano”, appunto), l’attore in scena, utilizzerà luci presenti sul palco (torce, abat-jour, candele, lumini, luci d’interno) e registratori a nastro (stile anni ’80) per la musica ed altre voci registrate, in modo da rendersi assolutamente autonomo dal punto di vista tecnico.

Presentato al Collinarea Festival 2013 e a Itineraria Festival 2013.

Scritto, diretto e interpretato da Andrea Cramarossa.



CONCERTO IN SOL MAGGIORE
PER GIARDINO D'INFANZIA

Maroel, Baptiste e Lucille, sono tre orfani rinchiusi in un orfanotrofio situato in un non luogo qualsiasi alla fine dell'800. La loro vera vita la vivono nella soffitta dello stesso stabile, di notte, quando si ritrovano per raccontarsi delle storie fantastiche, immaginarie. Loro, non sono mai stati scelti, storpi, ritardati, monche creature abbandonate. Come topi, nutrono la loro anima per sfuggire all'incendio che li devasta.
http://www.youtube.com/watch?v=PIlt8-yTyKE


Presentato al Collinarea Festival 2012.

 

Con Patrizia Labianca, Dino Parrotta, Antonella Ruggiero.
Drammaturgia e regia di Andrea Cramarossa.



Foto: Saida Volpe
Foto: Saida Volpe
Foto: Carlo Salvatori
Foto: Carlo Salvatori

Spettacoli fuori produzione:

IL TERZO UOMO
2007-2011
Spettacolo del programma di ricerca "Dalla parola al legame". Tournè nazionale. 

Scritto e diretto da Andrea Cramarossa;
con Mariangela Dragone e Claudio Ciraci.

 

PSICOSI DELLE 4 E 48
2006
Il celebre monologo scritto da Sarah Kane ed interpretato, per la prima volta, da un attore.

Regia e interpretazione di Andrea Cramarossa.

 

GIMPEL TAM (OVVERO DELL'IDIOTA)
2005
Spettacolo liberamente tratto dai racconti "Gimpel l'idiota" e "Lo specchio" di Isaac B. Singer.

Diretto e interpretato da Andrea Cramarossa.