THE NIGHT WE MET

Con: Isabella Careccia, Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico Piscopo, Pouline Derbier e con l’amichevole partecipazione di Maria Panza.

Montaggio:

Anna Giulia D’Onghia

Sottotitoli: Inga J. Sempel.

Scritto e diretto da:
Andrea Cramarossa

 

THE NIGHT WE MET
di Andrea Cramarossa (Italia, 2017)

 

Due persone decidono di scomparire per sempre, all’improvviso, senza lasciare alcuna traccia di sé. L’istante fatale – la loro volontà – che non li fa più esistere. Le ragioni possono essere le più disparate: sono state rapite; sono fuggite; sono decedute; sono nascoste. Nessuno conosce la vera ragione della loro sparizione. L’attimo, il secondo che separa il corpo tangibile dal vuoto assoluto, può avere lo stesso tempo dell’eternità e, questo tempo, si indurisce, pietrifica, come un callo si fossilizza nel ricordo delle persone conosciute e ancora presenti. Oppure si concretizza negli spasimi della terra, che tutto inghiotte e tutto tiene a sé; o, ancora, diviene un deja vu, laddove il ricordo squarcia il silenzio ravvivato da un esempio concreto e inaspettato.

Fabrizio e Anna, questi i nomi delle persone misteriosamente scomparse e mai ritrovate. Esse, Sembra che esse esprimano la volontà d’un delirio, logorante e insaziabile, sortito da uno sfasamento con il procedere della realtà e dalla impossibilità di riconoscere tutto ciò che li circonda come reale, dimenticando i nomi delle cose esistenti, in una vertigine obliqua che corrode implacabilmente i loro confini corporali.

Terzo classificato a The Next Generation Short Film Festival 2017 

con la seguente motivazione: "The Night We Met è la storia di una sparizione improvvisa di due persone, che decidono di non lasciare alcuna traccia di sé. Il lavoro si interroga sulla maschera e sull'identità “liquida” dei protagonisti, e sulla scintilla che li investe, quell'attimo decisivo in cui il corpo tangibile si separa dal vuoto assoluto; un tempo che può avere lo status di eternità, o si indurisce, pietrifica, come un callo si fossilizza nel ricordo delle persone conosciute e ancora presenti. Il corto esprime poeticamente e con metafore estreme (e al tempo stesso delicate) il delirio forse solo sognato e uno sfasamento dalla realtà che corrode per sempre la materia. O per sempre la conserva."



La protagonista Cristina Lapedota con Andrea Cramarossa e Anna Giulia D'Onghia durante la lavorazione di "Io Volo".
La protagonista Cristina Lapedota con Andrea Cramarossa e Anna Giulia D'Onghia durante la lavorazione di "Io Volo".

Io Volo
di Andrea Cramarossa (Italia, 2013)

 

Cortometraggio autobiografico, breve ma intenso, tra narrazione e videoarte, "Io Volo" scorre la vita ed i passaggi di Cristina, le sue mutazioni e le sue trasformazioni per potersi riconoscere ed essere se stessa e reclamare la propria identità ad una società sorda che la ignora e che non la rispetta.

 

Io volo perché è uno dei desideri più antichi dell’uomo: volare. Si può desiderare di volare anche per andar via, lontano, forse, fuggire, perché no?, e, forse, per mai tornare indietro. Il volo è come un salto, spesso, può essere una liberazione, una migrazione verso la Libertà e il suo miraggio. Volare per sentir meno il peso del vivere e quando sono gli altri a farti pesare la tua stessa esistenza, ecco che smetti di esistere. E fai di tutto, sbatti le porte, gridi, rompi i vetri, purché si accorgano di te e allora cominci a pregare, quel cielo dove tutti sono liberi e dove tutti volano, leggeri, e supplichi l’Amore di manifestarsi e benedici la Madonna che ti protegge di poggiare la sua mano su quell’Amore che prima o poi sai che arriverà.



L'Acqua di Marco
di Andrea Cramarossa

Testo



Un dì all'azzurro spazio
di Andrea Cramarossa

Testo