NAPOLI - Teatro Elicantropo

Dal 16 al 19 Novembre 2017

Canto della scrittura: Andrea Cramarossa.

Canto attoriale: Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi, Domenico D. Piscopo.

Canto della regia // Amore nell’allestimento: Andrea Cramarossa.

 

Dal progetto di ricerca:

“La lingua degli insetti //

Cofanetto 3: La Caduta”.

 

Per informazioni e prenotazioni:

Teatro Elicantropo

Tel.: 081 296640 (pomeriggio)

Cell.: 349 1925942 (mattina)

SE CADERE IMPRIGIONARE AMO

Suggestioni dal respiro di una crisalide

Sinossi. Famiglie cadenti in preda alla disperazione; rapporti famigliari usurati dal tempo, dalla bruttezza del vivere, dal lasciarsi vivere e dalla assenza. Una madre, dopo aver abbandonato i propri figli e dopo averli seppelliti nell’incuranza di una dieta anaffettiva colma di forzature e di legami morbosi e deleteri, decide di tornare nuovamente in famiglia. Il ritorno precede la caduta, l’omicidio, la perdita. Di queste persone non resterà alcun ricordo se non in un articolo sgrammaticato di un Quotidiano di provincia nella pagina della cronaca nera. La storia si fonda su un fatto realmente accaduto qualche anno fa in Italia: un giovane adolescente, pingue e un po’ introverso, è preda ideale degli “amici” e “compagni” di gioco. Un giorno, il giovane adolescente, viene sodomizzato dai suoi “amici” con l’ausilio di un tubo ad aria compressa, provocando danni irreversibili all’apparato digerente. I genitori dell’”amico”, soprattutto la madre, reagiscono violentemente, con minacce e insulti, alla denuncia effettuata dai genitori della vittima, “giustificando” l’operato del figlio come una “ragazzata”, uno “scherzo”, un “gioco”. “Se Cadere Imprigionare Amo” è anche la messa in scena, o meglio la ricostruzione romanzata, della famiglia dei carnefici. In quale famiglia possibile, il temibile carnefice, è mai cresciuto per arrivare a perpetrare un simile atto? E il carnefice? Vittima anche lui dell’abbandono o, peggio ancora, del diniego di uno Stato che si fonda sulla famiglia naturale?



IL FIORE DEL MIO GENET

Spettacolo itinerante
tra i bassifondi dell’anima

 

“Il fiore del mio Genet”, è un ricordo, un omaggio, una riflessione sulla poetica estremamente poetica, un ingaggio delle anime perdute, del mondo melmoso e puro di Jean Genet. 

Due attori si muovono nelle dimensioni della sacralità e del ladrocinio, della mendicità e della santificazione. Due figure iconoclastiche, ora regali uccelli conquistatori, ora marinai che raccontano, ora feroci assassini, ora venditori di corpi. 

Stare con Genet, significa stare dalla parte di chi non è stato ascoltato, di chi ha avuto la maledizione di un destino duro fin dalla nascita, perduto da un “passaggio” ad un altro, da un genitore ad un altro… Perduto, sì, in una eco infinita di pensieri che nessuno vuole condividere.

MILANO - SPAZIO TERTULLIANO
Dal 2 al 4 Febbraio 2018

Drammaturgia: Andrea Cramarossa

Con: Federico Gobbi e Domenico Piscopo

Allestimento e regia: Andrea Cramarossa

Costumi e sartoria: Silvia Cramarossa

Maschere: Luigia Bressan

 

Produzione: Teatro delle Bambole col sostegno di CEA Masseria Carrara, Collinarea Festival e LUCCICA, Festival dell’Arte.

 

Dal progetto di ricerca: “La lingua degli insetti // Cofanetto 6: Farfalle”.



Recensioni:

“Il Fiore del mio Genet”: la tormentata convivenza tra il bene e il male.

Dino Cassone

Il Fiore del mio Genet.

Emilia Brescia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni:

Spazio Avirex Tertulliano

Tel.: 02 49472369

Cell.: 320 6874363

info@spazioavirextertulliano.it